Friends & Quotes


Christos Garbidakis|Dergar| talking about “why not”

[…]Yes, your song is a beauty, classical! It is music that it is not only ambient but music that make you numb, demanding and in deed achieving all your presence with its quality and strength… i remember this happening to me very rarely (eg. with some live performances of schubert’s quartets)[…]

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Gianfraco Candeliere|Enfants Perdus|on hi blog Velma|

Ed è subito una cascata di suoni, suoni screziati, incalzanti, suoni che si condensano in vapore come respiro infreddolito, suoni che vogliono attraversare il vetro senza infrangerlo, suoni come alito che si deposita sulla fredda superficie dove una umanità sofferente scrive il suo personale messaggio d’aiuto, suoni come solchi, graffiati da unghie ferite, sul ghiaccio che il gelo ha reso spesso, sempre meno trasparente e ormai opaco, dietro il quale si levano voci attutite, voci inascoltate di una generazione invisibile, avvolta da spire di una malinconia precaria, voci smarrite che si mischiano con le voci di dentro e con quelle di chi ci ha preceduto, a formare un unico dissonante sussurro, a chiedere e implorare messe riparatrici, pur di abbandonare il limbo che si è costretti a vivere, anime del purgatorio disposte a scontare pene come emozioni su note di pianoforte che accennano e segnalano una momentanea sospensione per una lieta nostalgia mentre in lontananza rumori industriali indicano che la forgia continua a lavorare e a sgretolare esistenze a pieno regime, una divina commedia moderna, un lungo girovagare tra gironi inospitali, senza una guida, dove ognuno si muove secondo una personale mappa interiore, Orfeo, rassegnato, non si volta, avuta la certezza più che la sensazione, che ormai tutto è già accaduto, mentre treni merci solcano la notte, portando il loro carico di sogni andati a male, verso il Regno Primigenio, dove tra canti e mottetti si perpetua il rito originario di cui Attilio Novellino è il sommo sacerdote.

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Saverio Rosi|Leastupperbound| on his blog The Discreet Place|

E’ proprio dell’essere artista il vedere oltre, la capacità di superare il reale e di trasfigurarlo a seconda del suo sentire. Che spesso è urgenza, necessità.
Con Through Glass Attilio Novellino mostra precisamente che cosa vede attraverso. L’esito è una sorta di fenomenologia sonica del (mondo) contemporaneo che ci si rovescia addosso distorto in figurazioni a tratti epiche ( sirens, snapshot of a loss, yosemite’s night sky) oppure cristallizzate in una specie di malinconia austera e minimale ma per niente compassionevole ( la bellissima after you’ve had a life).
Giustamente accolto a dovere dalla stampa internazionale questo disco conferma le qualità già in bella mostra nel precedente Anonymous said seppure sorrette oggi da una maturità e da una consapevolezza del proprio agire che in altri soundartist assumono (sempre più frequentemente, purtroppo) le forme irritanti di arrogante sicumera.
Produce il tutto l’austriaca Valeot che stampa in raffinato packaging (perfetta l’aderenza al concept del disco nell’artwork di Veronica Vallini).
Potente masterizzazione hi-end a cura di Peter Kutin.

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Krzysztof Sujata|Valiska|talking about Through Glass

“Through Glass” by Attilio Novellino is one of my favorites from this year […] it’s absolutely breathtaking in it’s beauty. Really fantastic work. And i think i can listen to “Snapshot of a loss” all day.

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Martina Giagnacovo|on her blog Inanyhotel

Questo disco è un pò come lo sbarco sulla luna o come atterrare a piedi uniti sul suolo terrestre.
Non tocchiamo terra, fluttuiamo sul mondo e lo guardiamo dall’alto; in una visione totalmente diversa dall’essere umano che popola quell’infinita e così complicata palla blu. Se noi ascoltiamo Through Glass ci sembrerà di vivere tutto ciò. Con questo lavoro, ci potrebbe riportare alla mente sonorità simili al caro Tim Hecker, rumori sovrapposti accompagnanti da riverberi lenti e affascinanti, maestosi.
Insieme alle sue mani Attilio chiude i nostri occhi e ci lascia soli, soli ad osservare attraverso quel vetro di cui racconta.
Con brani come Ex Butterfly Her Red Shoes lo sentiamo nascere, crescere nella nostra pancia e infine abbracciati a Snapshot Of A Loss l’impatto emotivo è alle stelle, tocca il cuore. Se pensate di essere dentro una gabbia di piombo questo fa per voi, vi scioglierete come neve al sole.

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Alex Goth|A Bleeding Star

Nothing better than getting a personally post’d new recommendation by…As this one quickly became a new fang’d nocturnal favorite amongst my evergrowing {MMXII} artistic collection…’o’ Yes…Here… ;Sir. Attilio Novellino; …Has indeed managed to create something quite f’n worthy to be placed with the BEST of the BEST in its field…indeed. The entire duration of my spin had left me in this half awaken dream state…though personally a ‘bit vex’d by the IInd soundscape entitled: {Sirens} …for i can’t bloody stand the sound of children…either laughing or crying…or anything…to be honest…therefor…’tis a shame that it came with this thrilling package…Since this dark ambient/drone creation’s awe-inspiring…

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Alberto Scarpello|I Sotterranei

Ho un’icona sulla barra applicazioni che recita “articolo.doc”, il che mi suggerisce che dovrei fare altro. Ma quest’album è una goduria. Uno degli album più belli che sto riascoltando ultimamente. Si, ho detto riascoltando. Perché voglio farmi il figo. E ci riesco benissimo. Ormai la gente mi ferma per strada e mi chiede delle Scalpellate. Sto diventando mainstream. Dream-post-ambient dai. Un miscuglio indefinibile di familiari suoni glitch, timidi echi industriali, storie di lamiere zincate a caldo, frammenti di intercettazioni di Porro (o giù di lì), ed ancora una volta borra. Ora, sapete tutti che a me la musica ambient interessa quanto una partita del tipo Genoa-Grosseto (ma no dai, un po’ mi piace l’ambient), quindi se dico che quest’album è di un licurduso pazzesco [per i non autoctoni che mi seguono (sempre più numerosi) “prelibato pazzesco”, volendo deformare la traduzione] allora lo è. Per la serie “tautologie dell’1 e mezza”. La cosa più bella di quest’album, e che molti artisti della scena dovrebbero prendere come spunto, è che è corto.

Il Roberto Saviano della critica musicale salentina. (Nel senso che è senza contratto).